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Naturopatia: professione legalmente esercitabile vol.5: Guarire dalle medicine alternative.

€ 6,00

Come distinguersi da maghi e ciarlatani.
Guarire dalle medicine alternative
di Guido A. Morina, pag. 212, prezzo 6 euro
Un testo indispensabile per conoscere il complesso rapporto tra pensiero magico e pensiero logico-scientifico, che illustra con chiarezza quali errori e inganni cognitivi conducono ad aderire a forme di conoscenza o di fede illusorie e ingannevoli, come quelle proposte dalle medicine alternative.
Un manuale fondamentale per l’attività professionale di Counseling, sempre più costretta a confrontarsi con forme di fede nel soprannaturale, superstizioni, false credenze nel campo della cura della salute.

Descrizione prodotto

Come distinguersi da maghi e ciarlatani.
Guarire dalle medicine alternative
di Guido A. Morina, pag. 212, prezzo 6 euro
Un testo indispensabile per conoscere il complesso rapporto tra pensiero magico e pensiero logico-scientifico, che illustra con chiarezza quali errori e inganni cognitivi conducono ad aderire a forme di conoscenza o di fede illusorie e ingannevoli, come quelle proposte dalle medicine alternative.
Un manuale fondamentale per l’attività professionale di Counseling, sempre più costretta a confrontarsi con forme di fede nel soprannaturale, superstizioni, false credenze nel campo della cura della salute.

Indice

Introduzione 1

Capitolo 1    Medicina e religione tra pensiero magico e scientifico 4

1. 1. Religioni e medicine alternative: uno scopo comune? 5

1. 2. Religioni e medicine tra sacro e profano 8

1. 3. Medicine alternative e spiritualità 11

1. 4. Una breve storia del legame tra medicina e religione 18

1. 5. Religione, medicina e New Age 23

1. 6. La cura della salute tramite tecniche energetiche 25

1. 7. Il pensiero magico tra sacro e profano 29

Capitolo 2     Secolarizzazione e pluralismo tra scienza e fede 36

2. 1. Il pluralismo e le scelte 39

2. 2. La quarta umiliazione inflitta all’umanità 42

2. 3. Pensiero scientifico e pluralizzazione 44

2. 4. Pensiero e metodo magico e scientifico:    le due fasi del processo di acquisizione di conoscenza. 50

2. 5. Le scelte e gli “equivalenti funzionali”. 54

2. 6. La giustificazione scientifica al pensiero magico:   prime considerazioni introduttive. 58

2. 6. 1.  Perchè credere a tutto è meglio che credere in niente. 63

2. 6. 2. Tolleranza: razionalità e inconscio 69

2. 6. 3.  Criteri per distinguere i casi di necessità di ricorso    alla razionalità nelle scelte di vita 74

2. 6. 4. Dittatura del pensiero scientifico? 80

Capitolo 3    Pensiero e azioni logiche o non-logiche 86

3. 1. Azioni logiche e non logiche 87

3. 2. La scienza logico-sperimentale in Pareto 93

3. 3.  La necessità di dare un apparenza logica   a condotte non-logiche 95

3. 4.  Verità e utilità in Pareto: l’etica della ricerca. 97

3. 5.  Credenza e Illusionismo terapeutico 105

3. 6. Residui e derivazioni 109

3. 7. Teorie non logiche e medicine alternative 122

Capitolo 4     Scelte, esperienze  e relative giustificazioni nella vita quotidiana 128

4. 1. Religione, scienza e medicine alternative:   il rapporto con il tempo 137

4. 2.  Le strutture di plausibilità, ovvero, perché persone intelligenti  credono in cose stupide 141

4. 3. Locus of control 144

4. 4. Fede e credenze come fiducia 146

4. 4. La tendenza a credere come ipotesi neuropsicologica 148

4. 5. Fenomenologia dell’esperienza magica 149

4. 6. La scelta di credere nelle medicine alternative 154

Capitolo 5     Giustificazioni scientifiche al ricorso   e alla pratica del pensiero magico 158

5. 1. Il caso dell’omeopatia 160

5. 2. Come giustificare il fatto che la medicina omeopatica non è una medicina, ma vuole essere riconosciuta come tale. 168

5. 2. 1. La memoria dell’acqua 170

5. 2. 2. Il concetto di diluizione 174

5. 3. Giustificazioni apparentemente logiche a rituali e azioni    non logiche in omeopatia. 177

5. 4. L’informazione in omeopatia 180

5. 5. Considerazioni finali sul pensiero magico nella “Scienza omeopatica” 182

Capitolo 6        Giustificazioni razionali a  pratiche  magiche,     religiose e New Age. 189

6. 1. Classificazione delle tecniche  energetiche e spirituali. 191

6.1.1. Medicine di derivazione orientale 192

6. 1. 2. Tentativi scientificamente falliti di cura di provenienza medica e occidentale (19° secolo) 193

6. 1. 3. Pseudoscienze moderne laiche 194

6. 1. 4.  Pseudoscienze moderne di ispirazione cattolica 194

6. 2.  La floriterapia di Bach 197

6. 3.  Pseudoscienze moderne di ispirazione New Age 204

6. 3. 1.  Acque vibrazionali o acque di luce. 206

6. 4.  Altre terapie che usano gli angeli come farmaco. 206

Conclusioni 210

BIBLIOGRAFIA 212


Introduzione

Il processo di modernizzazione in atto nella società attuale  ha portato con sé, accanto ad evidenti modificazioni nei diversi campi del sapere e della vita quotidiana, anche la necessità di constatare come il bisogno di sicurezza, così come inquadrato da Abraham Maslow nella sua celeberrima “piramide dei bisogni” (Maslow, 1974), e poi divenuto oggetto fondamentale di studi e ricerche più recenti (tra gli altri: Bauman, 2002, Beck, 2009),  resta l’elemento negativo intorno al quale ruota la vita quotidiana anche nell’era della globalizzazione. Il rimedio contro l’incertezza, l’inquietudine, la paura della vita è sempre stato individuato, fin dalle origini di ogni civiltà, in due forme di cura: la religione e la medicina. Unite nella figura e nell’attività degli sciamani, degli uomini medicina, dei sacerdoti nelle civiltà più antiche, questi due ruoli si sono professionalizzati e nettamente distinti nei loro compiti, almeno in  Occidente: da una parte con la nascita della Chiesa cristiana, e dall’altra con la più lenta e graduale definizione  e diffusione della scienza medica.
Il momento più evidente in cui questa separazione viene definitivamente proclamata è nel famoso cogito di Cartesio: la medicina si occupi della cura del corpo, perché quella dell’anima è competenza della Chiesa. La psicologia e la psicoanalisi, tra fine ‘800 e ‘900, con la scoperta di una seconda coscienza, per giunta né conoscibile né governabile, l’inconscio, hanno fatto il resto (Tallis, 2003). Oggi, infatti, la coscienza, e la sua appartenenza alla sfera trascendente e spirituale, oppure a quella organica e mentale, è diventata il fulcro del conflitto.
Sono bastati due secoli perché dalla medicina, in particolare con Janet (si veda in proposito: Caprara, Gennaro, 1999), cominciasse a delinearsi e a staccarsi una specializzazione rivolta alla cura della mente – la psichiatria – la quale, gradatamente ma inesorabilmente, ha cominciato a mettere in connessione la mente con l’anima, o lo spirito, avocando a sé la competenza esclusiva della cura anche rispetto alla sfera spirituale dell’uomo. La coincidenza tra mente e cervello e l’inserimento di ogni riferimento spiritualista all’anima, o psicoanalitico all’inconscio, all’interno dell’attività neurale operato dalle neuroscienze, ha certamente contribuito a diffondere una visione favorevole al processo di secolarizzazione già in atto. Gli sviluppi della ricerca farmacologica hanno consentito di produrre farmaci psicoattivi, neurolettici, ipnotici, ansiolitici, mentre quelli della neurochirurgia di asportare materialmente porzioni di cervello per modificare il funzionamento della sfera psichica. Questi progressi scientifici hanno permesso al medico di intervenire proprio sulla coscienza, e quindi, in definitiva, di condizionare pesantemente il libero arbitrio (Damasio, 1995; Dennett, 2000, 2004, 2006). Nel frattempo la diffusione delle medicine alternative in Occidente, fenomeno recente concomitante con quello della New Age, ha rafforzato la commistione e la compenetrazione tra religione e medicina (Capra, 1976, Zukav, 1995). Oggi non è azzardato affermare l’esistenza di una sorta di conflitto culturale e commerciale tra religione e medicina per la conquista del mercato, vastissimo, in continua crescita e redditizio, della cura del male di vivere.
In questa situazione, così complessa, fluida e articolata, il ruolo del Counselor ad indirizzo psicobiologico diventa, se possibile, ancora più importante di quanto avesse previsto la psicologia umanistica nel secolo scorso, perché i rapidi e drastici cambiamenti nello stile di vita hanno modificato profondamente il tipo di approccio necessario per assolvere alla sua funzione di guida, di ascolto e di chiarimento della situazione personale del cliente.
Al tempo stesso diventa sempre più urgente e importante che la professionalità del counselor si estenda all’acquisizione di una certa padronanza delle strategie di gestione dei meccanismi cognitivi, dei processi inferenziali e di quelli di difesa che spingono le persone a rifugiarsi in nicchie di superstizione, di illusioni cognitive, di false credenze che offrono un ingannevole conforto. Sempre più numerosi i terapeuti del disagio esistenziale pretendono di occuparsi della salute delle persone in senso “olistico” senza conoscere nulla e senza alcuna esperienza nel campo della psicologia  e del counseling, ritenendo sufficiente, in sostituzione di competenze professionali e di un metodo, la semplice applicazione di banali tecniche
Con il presente lavoro si vuole indagare più specificamente sul rapporto tra religione e medicine alternative, nella dimensione specifica del rapporto tra pensiero magico e scientifico e della descrizione delle modalità con cui le forme di pensiero non logiche cercano di legittimarsi agli occhi degli altri individui in maniera apparentemente logica, se non persino scientifica. Nel primo capitolo si introdurrà l‘analisi dei concetti fondamentali che riguardano il rapporto tra pensiero magico e scientifico nei due ambiti che qui si propone di porre a confronto, cioè quello della religione e quello delle medicine alternative. Questa scelta deriva dalla considerazione, che si cercherà di argomentare, secondo cui i nuovi movimenti religiosi e i nuovi sistemi di cura (ancorché ispirati ad antiche tradizioni religiose) costituiscono la modalità attuale di elezione per combattere l’inquietudine e l’incertezza del mondo moderno, spesso in sostituzione di pratiche, scienze e discipline che potrebbero essere più adatte e idonee allo scopo.
Nel secondo capitolo si affronterà il tema del secolarismo e della pluralizzazione, secondo l’impostazione data da Berger, e che permetterà di comprendere meglio quali siano i presupposti sociologici alla base dell’orientamento verso le diverse forme di spiritualità, sia che tale orientamento assuma la forma di adesione a certi modelli o stili di vita, sia che esso si traduca nella pratica di un sistema di cura “alternativo”.
Con il terzo capitolo si entrerà invece nell’analisi dei rapporti tra quelli che Pareto definì “residui e derivazioni”, tramite la quale si inizierà a proporre una interpretazione del fenomeno della commistione tra pensiero magico e scientifico secondo i diversi angoli visuali della sociologia, della psicologia sociale e delle neuroscienze.
Questo tema sarà sviluppato nel capitolo successivo, nel quale si analizzeranno specificamente i rapporti tra i concetti di fede e di credenze rispetto alla modalità di pensiero logico e scientifico, alla luce del concetto di “struttura di plausibilità”. Gli ultimi due capitoli, invece, illustreranno in maniera molto pratica, attingendo direttamente da esempi tratti dalla vita quotidiana, le modalità e il significato delle diverse forme di giustificazione delle azioni irrazionali guidate dal pensiero magico, sia che esse si riferiscano a considerazioni che richiamano pensiero e metodo scientifico, sia che, al contrario, rivendichino espressamente la loro matrice magica e /o religiosa.