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Naturopatia: professione legalmente esercitabile-vol.1: Omeopatia: se la conosci, la eviti.

€ 6,00

Naturopatia: professione legalmente esercitabile-vol.1: Conoscere l’omeopatia
Omeopatia: se la conosci, la eviti.
di Guido A. Morina, pag. 160, prezzo 6 euro

Descrizione prodotto

Naturopatia: professione legalmente esercitabile-vol.1: Conoscere l’omeopatia
Omeopatia: se la conosci, la eviti.
di Guido A. Morina, pag. 160, prezzo 6 euro
Da più di due secoli squallidi interessi personali ed economici, ignoranza e malintesa apertura mentale sono alleate per diffondere questa pseudoscienza fondata su presupposti ridicoli e infantili, sconfessati dalla scienza e dalla logica come dogmi e superstizioni medievali. Enormi risorse umane, di tempo  e di denaro, sono letteralmente sprecate ogni giorno per finanziare un sistema di cure illusorio, che non ha mai prodotto un solo rimedio efficace nei confronti  di una sola patologia, e per il quale non esiste neppure una seria ricerca scientifica, se non quella prodotta e finanziata dalle stesse aziende produttrici di rimedi omeopatici. Lo scandalo dell’omeopatia si manifesta nel dato concreto per cui miliardi di dollari e di euro sono sottratti quotidianamente alla ricerca seria e alla cura di malattie vere, solo per soddisfare gli interessi di aziende e di una parte della classe medica, la meno capace, che speculano sull’ignoranza e sul legittimo bisogno di cure, purtroppo solo parzialmente soddisfatto dalla medicina “scientifica”.
Questo libro analizza sotto il profilo psicologico i processi cognitivi ed emotivi che favoriscono la persistenza negli adulti del pensiero magico-infantile e inducono a credere in questa falsa medicina, opponendo ai fatti, alla logica e alla ragione, miti, leggende, dati inesistenti, illusioni cognitive.

Gli autori:

Paola Viglione, laureata presso la Scuola di Amministrazione aziendale dell’Università di Torino, formatrice, counselor ad indirizzo psicosintetico, docente di counseling ad indirizzo transpersonale. E’ autrice di studi e pubblicazioni sul tema dell’integrazione tra psicologia e ricerca esoterica.

Guido A. Morina, laureato in giurisprudenza, in Scienze e Tecniche Neuropsicologiche, in Psicobiologia del comportamento umano e in Sociologia presso l’Università di Torino, ha pubblicato numerosi manuali in tema di medicine alternative. E’ Direttore dell’Istituto di Psicobiologia Individuale di Torino e insegna presso la Scuola Superiore di Counseling psicobiologico.

Introduzione

Nonostante il titolo di questo libro possa far pensare che esso rientri nella categoria dei pamphlet o delle indagini giornalistiche di denuncia, esso vuole essere, prima di tutto, un saggio psicosociale che analizza e interpreta il fenomeno della diffusione della credenza nell’omeopatia sotto il profilo dei processi mentali ed emozionali. E’ la loro anomalia di funzionamento, infatti, che, a nostro parere, spinge persone di normale cultura e intelligenza ad affidarsi ciecamente a un sistema di cure che, alla luce di un’analisi razionale che utilizza gli strumenti della psicologia, rivela facilmente la sua natura magica, infantile, spesso al limite del ridicolo.

Non ci riferiamo, naturalmente, al fragile impianto teorico che  sorregge, l’omeopatia, tanto affascinante quanto ingenuo (e che trova oggi significato e attenzione scientifica al di fuori della medicina, ma solo nella ricerca in fisica quantistica), quanto alla sua applicazione pratica e quotidiana da parte di professionisti, i medici, che dovrebbero per primi denunciare tutte le forme di ciarlataneria.

Questo saggio fa parte di una serie di libri che hanno visto la luce e si sono sviluppati nel corso di questi ultimi quindici anni, e che affrontano tutti, da angolazioni diverse, il tema delle illusioni cognitive, delle credenze religiose applicate alla salute, al fenomeno generale, insomma, delle cosiddette medicine alternative.

In particolare, il libro che il gentile lettore sta leggendo non è nato con l’intenzione di descrivere in che cosa consista l’omeopatia, quali siano i benefici che offre rispetto alle cure tradizionali, o “ortodosse”, né tantomeno per dimostrarne l’inefficacia di azione terapeutica.

Diamo per scontato che il lettore interessato ad approfondire questi argomenti possa raccogliere i relativi dati e le necessarie informazioni facilmente, specialmente tramite gli innumerevoli siti Internet sull’argomento.

Da parte nostra, ci limiteremo a descrivere molto sinteticamente i principi fondamentali su cui questa pseudoscienza si fonda, i quali sono pochi, di facile comprensione per chiunque e, anzi, di una banalità quasi disarmante se non si ricordasse continuamente, nello studiare il fenomeno, che quello di cui ci stiamo occupando è solo il risultato di alcune riflessioni elaborate alla fine del diciottesimo secolo da un’oscuro medico di campagna tedesco, al di fuori di qualsiasi struttura e modalità seria di ricerca, in un’epoca in cui i principi fondamentali della scienza e la metodologia sperimentale si esprimevano, per usare un’eufemismo, in maniera piuttosto approssimativa.

Quello che ci ha mossi a raccogliere dati e informazioni sull’argomento è stato, piuttosto, la sorprendente constatazione di come il pensiero magico, tipico dei bambini e dei popoli “primitivi”, sia così radicato anche in una parte, fortunatamente piccola, di persone che, come i medici “omeopatici”, dovrebbero essere ben a conoscenza di ciò che significano principi e metodologia clinica, deontologia professionale, rispetto delle regole della comunicazione umana e scientifica, nonché dei criteri che definiscono l’ambito all’interno del quale è lecito parlare di scienza.

Non è necessario essere particolarmente intelligenti, naturalmente, per fare i medici “omeopati” (nonostante essi si considerino, pur schernendosi, personaggi illuminati da una apertura mentale che mancherebbe, a quanto pare, a tutti i loro colleghi allopatici, a tutta la scienza e alla maggior parte della popolazione mondiale), e neppure è necessario osservare le indicazioni fornite dalla propria coscienza e dal loro codice deontologico, come dimostrano, in maniera eclatante, i casi vergognosi di medici “alternativi” smascherati persino da programmi satirici come “Striscia la notizia”.

In quest’ultimo caso, infatti, viene loro in soccorso l’Ordine dei medici, organismo che, a giudicare dal suo atteggiamento concreto in proposito, sembra destinato istituzionalmente a difendere l’indifendibile e tutte le malefatte dei suoi iscritti, piuttosto che agire nell’interesse di tutti i cittadini.

Ma, come dicevamo, il nostro interesse, e speriamo quello dei nostri lettori, è piuttosto centrato su un aspetto del fenomeno finora inesplorato, e cioè quello che abbiamo definito, scherzosamente, “psicopatologia del medico omeopata”.

Siamo sicuri che l’intelligenza e l’apertura mentale degli omeopati consentirà loro di cogliere il significato di questa nostra provocazione: non pensiamo, infatti, che il deficit della teoria della mente e la regressione al pensiero magico infantile che, secondo noi, caratterizza chi crede nelle pratiche magiche come l’omeopatia, sia necessariamente indice di patologia mentale. Anche, se, a dire il vero, come sostiene Odifreddi nell’introduzione al bel libro di Magnani “Spiegare i miracoli”, “(…) Che ci siano degli ingenui disposti a credere in queste cose, passi: d’altronde, l’1% della popolazione mondiale soffre di serie turbe mentali, e non ci si può comunque aspettare che tutti abbiano la capacità e la cultura di andare oltre le apparenze.(Magnani, p.8, 2005)…

L’1% della popolazione mondiale è sicuramente un numero di persone molto superiore a quello dei seguaci dell’omeopatia, per cui…

In concreto, quello che cercheremo di argomentare è il nostro convincimento, basato su osservazioni razionali e su dati oggettivi, che solo un deficit di funzionamento dei processi logici e inferenziali che caratterizzano la mente di un adulto di normale intelligenza è responsabile di tante assurde credenze, e può condurre persone irreprensibili e apparentemente “normali” a fare affermazioni che, in altri ambienti, coprirebbero immediatamente di ridicolo il loro autore.

La commistione tra fede e scienza, nonostante ci sia chi lavora per produrre questo risultato aberrante e “contro natura”, è sempre perniciosa. L’omeopatia ne è un esempio. La fede assoluta, cieca e rigidamente dogmatica in alcune infantili intuizioni e in una serie di rituali magici di guarigione, è quella che spinge ancora oggi una minoranza di medici, probabilmente frustrati e incapaci di esprimersi nella loro professione, in sette, circoli (più o meno ricreativi), in associazioni, Accademie e Congressi in cui, da duecento anni, essi si confortano a vicenda circa il fondamento della loro fede scambiandosi aneddoti e resoconti  superficiali di guarigioni straordinarie, tutte verificate solo da omeopati e sempre al di fuori di ogni controllo  e conferma scientifica.

Nel primo capitolo, quindi, ci occuperemo di illustrare i principi su cui si fonda questa pseudo scienza, e le principali argomentazioni portate a suo favore.

In quello successivo approfondiremo, invece, i concetti di “energia” e di “informazione”, mettendo in evidenza come essi siano intesi dagli omeopati in una accezione e con un significato che conoscono solo loro, e che non ha nulla a che vedere con quello che gli scienziati seri, in particolare i fisici, stanno studiando e ricercando.

Nel terzo capitolo ci dedicheremo all’analisi dei numerosi tentativi degli omeopati di accreditarsi agli occhi della comunità scientifica come utilizzatori di una farmacologia, che, a loro insindacabile parere, dovrebbe essere fornita di tutte le necessarie dimostrazioni sperimentali in ordine alla sua efficacia. Sarà in questa occasione che potremo argomentare, con fatti e dati fornitici gentilmente proprio dalle aziende produttrici di rimedi omeopatici, come gli omeopati non sanno quello che dicono e che fanno, oppure che lo sanno benissimo, ma sono convinti di poter prendere in giro per sempre l’umanità intera, e non solo gli ingenui che credono in essi.

L’intero quarto capitolo sarà dedicato a fornire alcuni esempi di quello che, amabilmente e scherzosamente, abbiamo definito “fenomenologia del medico “omeopata”, ad indicare l’illustrazione di alcuni degli innumerevoli meccanismi anomali di organizzazione del pensiero, di illusioni ed errori cognitivi, necessari per credere in ciò che non ha alcun fondamento, né logico e né scientifico, come l’omeopatia.

Un ulteriore capitolo, il quinto, raccoglie esempi di luoghi comuni, di leggende metropolitane (i leggendari “Ospedali omeopatici”, per esempio), ma specialmente di giustificazioni  e perorazioni interessate alla diffusione dell’omeopatia, illustrando e argomentando una opinione diffusa, e cioè che essa non sia altro che uno straordinario sistema di vendita di un prodotto, il medicinale omeopatico, che risponde a una esigenza vera, diffusa tra la popolazione, ma che agisce attraverso  l’illusione e l’inganno.

Le Conclusioni, infine, che suggeriamo di leggere subito dopo questa Introduzione, cercano di spiegare le motivazioni di questo nostro apparente accanimento nei confronti di questa pseudoscienza. Come tutto ciò che frena la ricerca e la diffusione di conoscenza e di pensiero critico, l’omeopatia, infatti, rappresenta, a nostro parere, uno dei principali ostacoli al progresso dell’umanità e alla evoluzione della cultura, ancorata com’è a una serie di dogmi che rispondono solo ad esigenze di protezione dalla paura della realtà.

Un’ultima avvertenza: abbiamo cercato, per quanto possibile, di utilizzare un linguaggio e delle argomentazioni che fossero comprensibili anche al pubblico meno avvezzo a confrontarsi con la metodologia della ricerca scientifica e coi principi della meccanica quantistica. Speriamo di esserci riusciti. Il vantaggio di un Ebook come questo, comunque, è proprio quello di poter essere corretto e migliorato immediatamente, anche e specialmente grazie alle osservazioni dei lettori. Ci auguriamo solamente che esse non consistano in ciò cui i seguaci dell’omeopatia ci hanno abituati, e cioè in ossessive ripetizioni di riferimenti generici e privi di fondamento reale, logico e scientifico, tesi soltanto a giustificare l’ostracismo, la diffidenza, l’indifferenza  e il disprezzo che questa pseudo scienza si attira da due secoli, da parte di ogni scienziato e di ogni persona di buon senso. Chissà perché?